Perché è meglio vendemmiare di notte

La vendemmia è uno di quei momenti magici dell’anno: profumo di mosto nell’aria, mani appiccicose di zucchero, birrette in compagnia dopo una giornata di lavoro. Ma c’è chi, invece di aspettare il primo sole del mattino, si mette a raccogliere le uve quando il resto del mondo dorme. No, non lo fanno per avere il pomeriggio libero. C’è un motivo preciso (anzi, più di uno) per cui sempre più cantine decidono di vendemmiare di notte.

1. L’uva è più fresca (letteralmente)

Durante il giorno, soprattutto in piena estate o inizio autunno, i grappoli si scaldano parecchio. L’uva raccolta e ammassata dentro ai rimorchi spesso si schiaccia sotto il proprio stesso peso rilasciando un po’ di mosto. Il calore accelera i processi ossidativi e può alterarne gli aromi e la struttura. Vendemmiare di notte, quando l’aria è fresca e l’uva ha perso il calore accumulato, permette di ridurre ossidazioni e fermentazioni indesiderate.

2. Si risparmia energia

Una volta raccolta, l’uva bianca viene pressata e raffreddata. Questo permette di illimpidire meglio il mosto per decantazione, o semplicemente per avviare fermentazioni a temperature più basse. Se arriva già fresca in cantina, grazie alla vendemmia notturna, serve meno energia per abbattere la temperatura fino a 14/16° C. Un bel risparmio, soprattutto in termini di costi energetici!

3. Il profilo aromatico ringrazia

Durante il giorno, con la luce solare e il calore, la pianta è nel pieno della sua attività: la fotosintesi è attiva, il flusso linfatico è intenso e molti composti aromatici volatilicome terpeni ed esteri – diventano particolarmente instabili. Alcuni di questi aromi possono evaporare con le alte temperature, mentre altri vengono metabolizzati o riassorbiti dalla pianta. Specialmente nei vitigni aromatici come Moscato o Sauvignon Blanc, raccogliere l’uva durante le ore più fresche della notte permette di preservare una maggior concentrazione di aromi, semplicemente perché a quelle temperature restano più stabili e presenti nei grappoli.

In genere, la vendemmia notturna è fatta solo nelle cantine che cercano il meglio, quelle che curano ogni dettaglio dalla vigna alla bottiglia.

4. Meno stress per chi lavora

Lo so, lo so: svegliarsi alle 3 di notte per raccogliere l’uva non sembra proprio una festa. Ma provate a stare 8 ore in vigna sotto il sole d’agosto: tra sudore, scottature e rischio di colpi di calore, forse la notte non sembra poi così male. In molte zone del Sud Italia, per esempio, la vendemmia notturna è una necessità anche per la salute degli operatori.

Quindi… solo vantaggi?

Non proprio. Come sempre, c’è il rovescio della medaglia. Vendemmiare di notte vuol dire più costi di gestione, illuminazione nei campi, orari scomodi per tutti. E in alcune zone potrebbe anche non essere così efficace se l’escursione termica non è abbastanza. Ma dove il clima è caldo e la qualità è la priorità, la vendemmia notturna è la scelta giusta.

La prossima volta che apri una bottiglia, magari di un bianco profumato o di un rosato fresco, pensa a questo: forse, per arrivare lì, qualcuno ha lavorato mentre tu dormivi. Non per moda, ma per passione. Perché anche nel vino, come in tutte le cose fatte bene, il segreto sta nei dettagli.

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